Altro che locazioni turistiche, 10.000 nuovi posti letto in Hotel

Sono circa 16 mila le nuove camere di hotel in Italia (fonte Confindustria Alberghi, Horwhat e Cdp).

Di queste ben 1824 – per un totale di 3648 nuovi posti letto – sono in fase di realizzazione e o già realizzate a Venezia.

In pratica 1 camera nuova ogni 100 abitanti, 1 camera nuova ogni 28 abitanti se consideriamo il solo centro storico.

Numeri che superano di 10 volte quelli di Milano (1 camera nuova ogni 1033 abitanti per un totale di 1.936 nuove camere) e di 4 volte quelli di Firenze (1 nuova camera ogni 400 abitanti per un totale di 953 nuove camere).

Ma questa esplosione di nuovi posti letto a Venezia non è ancora finita, perché sono in dirittura d’arrivo nuove camere.

In pratica, a detta dell’amministrazione, con la delibera del Consiglio Comunale n. 25 del 15 Giugno 2017, si sarebbero bloccate le aperture di nuovi posti letto a Venezia: il tutto con un semplice permesso di costruire.

In realtà, gli unici blocchi ad essere scattati riguardano i residenti e piccoli imprenditori, con l’impossibilità materiale di apertura di nuovi B&B ed affittacamere.

La delibera 25/2017, infatti, consente il cambio di destinazione d’uso a turistico-ricettivo sulla sola base dell’insindacabile giudizio del Consiglio Comunale.

La delibera in questione, infatti, non prevede alcun parametro oggettivo che consenta all’investitore di comprendere se i requisiti in suo possesso possano essere sufficienti affinché il Consiglio accetti o meno la domanda di cambio di destinazione d’uso. L’intero procedimento è lasciato ad una discrezionalità, in capo all’amministrazione, la cui assolutezza stride con i principi di trasparenza e di buon andamento a cui dovrebbe ispirarsi.

Tale delibera tuttavia non si applica ai beni patrimonio del Comune.

Mentre il privato, dunque, è assoggettato alla imperscrutabile volontà del Comune, quest’ultimo si è riservato piena libertà di convertire il proprio patrimonio pubblico in ricettivo, con un impatto così evidente sulla libera concorrenza che dovrebbe essere sotto osservazione da parte dell’autorità Antitrust.

Dal 2017 ad oggi le conversioni attuate dal Comune sono piuttosto numerose.

Sono note le aperture di nuovi hotel come il Leonardo Royal Hotel, il 7 Days Premium, lo Stai City ed il Wombats. E si parla solo degli Hotel in Via Ca Marcello, che si aggiungono al già presente A&O, per un totale di 1900 nuovi posti letto: 1900 nuovi turisti pendolari al giorno che si riverseranno su Venezia.

E le compagnie che ne trarranno beneficio sono tutte di origine straniera: dai cinesi della Plateno, ai tedeschi dell’A&O, agli israeliani della Royal Hotel.

Se non bastasse l’attuale Giunta, con accordo di programma, ha previsto la realizzazione di 2 nuove torri hotel sulla piastra che dovrebbe collegare Mestre a Marghera.

In Venezia Centro storico, invece, sono note le prossime aperture dell’hotel nel Palazzo Papadopoli, la riconversione in hotel già operativo dell’ex Catasto in Riva del Vin di proprietà di un’immobiliare fiorentina, la realizzazione di 2 nuovi alberghi nell’isola del tronchetto, le trasformazioni in hotel dell’ex Casa di Cura Ca’ di Dio e del palazzo ex poste Querini Bobois.

In pratica, in un solo lustro, saranno 10.000 i nuovi posti letto hotel che verranno autorizzati dalla stessa giunta, con buona pace degli albergatori sempre pronti a scagliarsi contro le nuove aperture (di sole locazioni!).

Viene da chiedersi cosa ne sia stato delle dichiarazioni rilasciate con l’approvazione della delibera 25/2017 da parte dell’Assessore De Martin.

Assistiamo alla paradossale situazione in cui lo stesso Comune che vuole difendere la residenzialità, impedisce agli stessi residenti di aprire le proprie attività ricettive, a favore delle aperture da parte di multinazionali estere.