Aprire un B&B

Principi generali della formula del Bed & Breakfast

Secondo le norme regionali in vigore, costituiscono attività ricettive a conduzione familiare tipo Bed and Breakfast quelle strutture ricettive gestite da privati che, avvalendosi della loro organizzazione familiare, utilizzano parte della propria abitazione dove vivono, fino ad un massimo di tre camere, fornendo alloggio e prima colazione. L’accoglienza tipo B&B è effettuata nella casa dove si vive, dedicando all’ospite solo alcuni locali come la camera da letto e almeno un bagno. L’apertura di un Bed & Breakfast è facile: è sufficiente recarsi presso l’Ufficio Turistico del proprio Comune di residenza (o presso l’APT, o l’IAT locale) e fare denuncia di inizio attività, comunicando i prezzi che si intendono praticare. I prezzi con il timbro del Comune andranno poi affissi dietro alla porta della camera degli ospiti. Naturalmente, nella propria regione deve essere in vigore una legge regionale sui B&B. Il servizio dovrà essere curato avvalendosi della normale organizzazione familiare e fornendo, esclusivamente a chi è alloggiato, cibi e bevande confezionate per la prima colazione, senza alcun tipo di manipolazione. In  Veneto è ancora richiesta l’autorizzazione sanitaria delle ASL. Le norme al riguardo sono a carattere regionale e, dopo un input decisivo dato al fenomeno in oggetto dalla Regione Lazio, che è stata la prima a legiferare (L. n° 18 del 29 Maggio 1997), ora anche le altre regioni italiane, a partire dal Veneto, tengono il passo. Questa attività non richiede partita IVA, né alcuna autorizzazione particolare. Ai fini fiscali infatti, secondo due risoluzioni emesse dal Ministero delle Finanze, e cioè la n° 180/E del 14/12/98 e la n° 155 del 13/10/2000 (per dettagli ulteriori, potete visitare il sito dell’ANBBA) l’attività di B&B è fuori dal campo IVA, se esercitata in modo saltuario cioè con un’interruzione annuale di almeno 60 giorni, per cui non dovrà emettere alcun documento fiscale all’atto del pagamento. Ai fini Irpef, sarà necessario rilasciare al cliente una ricevuta semplice non fiscale. Sulle ricevute emesse di importo superiore ad Euro 77,47 va posta una marca da bollo da Euro 1,29 ed anche sulle ricevute emesse di importo minore se il vostro Ospite se la deve scaricare. Tale ricevuta sarà del tipo madre-figlia, numerata progressivamente, con la data del pagamento. La copia che rimane nelle mani del gestore, costituisce reddito imponibile ai fini della dichiarazione dei redditi, da indicare nel Modello Unico nel quadro “L” (attività commerciali svolte in via occasionale) al netto dei costi sostenuti (scontrini del pane, bibite, ecc.) inerenti l’attività. E’ sufficiente quindi disporre dei locali in proprietà o in affitto (in alcune regioni può essere utilizzata solo l’abitazione di residenza) e inviare una domanda in carta da bollo all’Azienda di Promozione Turistica competente per territorio. Quanto alla denuncia delle persone alloggiate all’Autorità locale di Pubblica Sicurezza (Polizia, Carabinieri), il gestore di B&B è tenuto sempre ad effettuarla.

Maggiori informazioni possono essere reperite sul sito dell’ANBBA – Associazione Nazionale dei Bed & Breakfast ed Affittacamere.