L’Esperto risponde: mancato riversamento della tassa di soggiorno

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E’ successo, anche di recente, che alcune attività ricettive abbiano riscosso l’imposta di soggiorno per poi non riversarla nelle casse comunali. A Venezia le autorità hanno già individuato e sanzionato svariati albergatori.

Un simile comportamento costituisce reato ed è dunque sanzionato penalmente.
Trattandosi di denaro pubblico, si incorre nel reato di PECULATO (art. 314 del codice penale) in virtù del quale il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio, che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria; detto reato è punito con la reclusione da quattro a dieci anni.

L’attività di riscossione dell’imposta, infatti, ha natura di servizio pubblico e l’obbligazione del riversamento della stessa all’ente locale ha natura pubblicistica.