Fosse settiche per le locazioni: una distrazione dai reali problemi della città

Quando si parla del fenomeno dell’aumento delle locazioni turistiche, che si pubblicizzano tramite il portale AIRBNB, si tende ad attribuire ad esse la colpa di tutta una serie di problematiche che affliggono il Centro Storico.

Una delle problematiche che l’amministrazione vorrebbe scaricare sulle locazioni è l’aumento del carico inquinante, dovuto al fatto che a Venezia le abitazioni sono in gran parte prive di fosse settiche, perché spesso non risulta materialmente possibile realizzarle.

Tale affermazione è a dir poco risibile: il numero di abitanti equivalenti autorizzato per una locazione turistica è esattamente identico a quello autorizzato per i cittadini residenti.

Si evince, quindi, che il carico inquinante rispetto alle locazioni turistiche non può essere in alcun modo maggiore di quello prodotto da residenti.

Anzi, poiché l’occupazione media delle locazioni turistiche durante l’anno si aggira attorno al 60%, con un semplice calcolo matematico si può affermare pacificamente che adibire un’abitazione a locazione turistica alleggerisce – di fatto – il carico inquinante nella laguna di Venezia.

Non è chiara, quindi, la motivazione che spinge l’attuale Giunta a voler imporre – con il nuovo Regolamento Edilizio – la realizzazione obbligatoria delle fosse settiche agli appartamenti locati ai turisti o ad altri soggetti per periodi inferiori a 6 mesi, quando è lampante che il carico inquinante prodotto è di gran lunga inferiore a quello prodotto dagli stessi residenti.

Il menzionato regolamento appare, in tal senso, privo di una motivazione.

Sarebbe, invece, auspicabile – per non dire necessario – un maggiore impegno nel dotare la città di Venezia di un adeguato sistema fognario, come previsto dalla legge speciale 206/95.

Nel tempo, tutte le giunte che si sono susseguite, hanno sempre spostato il carico dello smaltimento delle acque reflue sulle spalle di imprese e cittadini, senza preoccuparsi di realizzare quella modernizzazione di cui questa città necessita improrogabilmente.

Va ricordato che le fosse biologiche sono sempre state una soluzione di ripiego provvisoria, in attesa della realizzazione di un moderno sistema di smaltimento delle acque nere.

Tra l’altro, questo tipo di soluzioni palliative, se estese a gran parte degli appartamenti locati, necessiterebbero anche del parere del comitato e del nulla osta della Regione, come previsto dalla legge speciale del 1973, in quanto impattano in maniera evidente sull’ecosistema e sulle fondazioni della città.

Si sente parlare ogni giorno di realizzazioni miliardarie di porti off shore, prive di qualsiasi logica, essendo risaputo che tutti i porti, da che mondo è mondo, sono sempre stati realizzati per ovvi motivi all’interno delle insenature naturali presenti.

È mai possibile che ogni giorno si progettino investimenti miliardari per la città di Venezia che non hanno alcun beneficio pratico, ma che invece non ci si riesca a dotare di un sistema fognario adeguato?

Come sempre con un po’ di fumo negli occhi si nascondono i reali problemi di questa città.