Lettera a Martinini – Direzione Sviluppo Economico Comune di Venezia

Come preannunciato pubblichiamo integralmente il  testo della lettera inviata al Comune di Venezia con le nostre richieste:

Gentile dott. Martinini,

a seguito dell’incontro con i rappresentanti della nostra associazione Abbav, avvenuto in data 26 novembre con la collaborazione del dott. Roberto Pancera, le inviamo alcune note di rilevante importanza per la categoria extralberghiera  che la nostra associazione rappresenta; non sono ovviamente le uniche problematiche che ci troviamo ad affrontare ma intanto… iniziamo con questo già corposo materiale.

Per chiarezza, e come da lei stesso suggerito, le suddividiamo in area tematica “tecnica” ed area tematica “normativa”.

PROBLEMATICHE “TECNICHE”:

All’apertura di una nuova attività extralberghiera, qualsiasi essa sia, ci si trova di fronte ad una serie di moduli, spesso tra loro in contraddizione, soggetti a molteplici interpretazioni che, ovviamente, inducono facilmente all’errore.

Qualche esempio esplicativo:

  • È necessario presentare una dichiarazione di inizio attività, unitamente ad altri documenti relativi all’immobile e al proprietario (o conduttore). La Regione del Veneto, che legifera in questa materia, pubblica una modulistica, non riconosciuta dal Comune di Venezia, che obbliga invece alla presentazione di suoi propri moduli. E’ auspicabile invece una riunificazione della modulistica o, perlomeno, l’accettazione da parte del Comune di quella prodotta dalla Regione.
  • Nel caso in cui si debbano apportare anche delle semplici variazioni alle autorizzazioni già in essere, come ad esempio modifica ai periodi di apertura, aggiunte di camere o  di posti letto ecc., la Regione recepisce questo come semplice cambiamento, il Comune obbliga invece ingiustamente alla chiusura della precedente attività e alla presentazione di una nuova Scia come nuova attività (con tutte le difficoltà che  questo comporta)
  • È fondamentale poter accedere in modo univoco agli uffici e alle regole all’interno dello stesso comune di Venezia. Centro storico (città antica) e terraferma sono infatti soggette a norme diversissime spesso non chiare a chi presenta richiesta di apertura di una nuova attività, provocando non poca confusione, oltre ad una spiacevole e ingiusta differenza di trattamento tra le due realtà.
  • Nella scelta sulla tipologia di apertura, stagionale o annuale, non viene esplicitata la necessità di non inserire l’anno, questo ha portato molti ad essere involontariamente “abusivi” in quanto, l’interpretazione restrittiva degli agenti comunali intende quel lasso di tempo, nel caso in cui sia inserito non solo il mese ma anche l’anno,  come data di apertura e chiusura della struttura (c’è chi è stato sanzionato per questo).
  • Vengono previste, anche dai moduli comunali, stanze singole, doppie o a più letti –  di fatto questo però non viene accettato in modo unitario dal Comune che, in alcuni casi, interpreta  in modo letterale il Regolamento Edilizio che codifica solo camere singole o doppie ma non esplicita la disciplina per le camere multiple.
  • La modulistica regionale prevede una Scia dei Vigili del fuoco, onerosa e complessa,  in realtà non obbligatoria per le strutture al di sotto dei 25 posti letto ( come lo sono B&B o Unità abitative) portando quindi doveri inutili a chi presenta una nuova dichiarazione inizio attività.

PROBLEMATICHE “NORMATIVE”:

  • Le strutture extralberghiere sono spessissimo scelte da famiglie, la possibilità di offrire solamente camere doppie è quindi spesso incompatibile con le richieste, soprattutto di famiglie con bambini piccoli, che non è possibile collocare in stanze separate. Viene per questo richiesta l’introduzione del letto aggiuntivo  e/o del fondamentale concetto di nucleo familiare.
  • Le strutture extralberghiere sono spessissimo scelte da famiglie con bambini, studenti o piccoli gruppetti di amici (quasi sempre con limitati budget di spesa), la possibilità di offrire solamente camere doppie è quindi spesso incompatibile con le queste tipologie di persone che non è possibile soddisfare collocandole in stanze separate, vuoi perché è impossibile far alloggiare, per esempio, bambini piccoli o minorenni in stanze indipendenti, vuoi perché chi sceglie le strutture extralberghiere privilegia attività  a conduzione familiare che possano offrire prezzi contenuti e trattamenti semplici.

Viene per questo richiesta l’introduzione sia del letto aggiuntivo che del fondamentale concetto di nucleo familiare

  • La problematica delle camere esclusivamente doppie si collega poi al numero di posti letto previsti, cosa che ha indotto le compagnie assicurative, su indicazione del Comune, ad inserire clausole che non permettono regolari contratti al di sopra dei 6 posti letto.
  • Le modifiche apportate con la Delibera n° 84 del 16-17/06/2003 alle destinazioni d’uso urbanistiche ha impedito, di fatto, l’apertura di nuove strutture di affittacamere in terraferma.

Con questa modifica infatti (NTA art. 8.2  e art. 22.9.2 della Delibera n° 84/2003) vengono inserite in categoria E6 le strutture Extralberghiere di affittacamere togliendo in questo modo a chi è in terraferma ogni possibilità.

Viene quindi richiesto per queste tipologie di strutture il ritorno alla destinazione d’uso residenziale per tutto il territorio comunale, come previsto dalla Legge 33/2002.

  • Altro assurdo e ingiusto provvedimento, che questa volta colpisce il centro storico  sono gli obblighi, previsti dal VPRG per la città antica come modificato dall’allegato “A” della delibera 83 del 16-17/06/2003 che inserisce dei limiti di metrature minime a dir poco inverosimili: 200 mq per piano per gli esercizi di affittacamere e 45 mq per le Unità Abitative. Cosa molto grave che incentiva solo l’abusivismo poiché, soprattutto in centro storico moltissime sono le regolari abitazioni al di sotto di questa soglia. (Irragionevole e ridicolo se pensiamo inoltre che questi stessi immobili, al di sotto dei 45 mq, per Comune di Venezia impossibili da affittare a turisti per poche notti, possano invece essere affittati normalmente a studenti o famiglie – anche numerose – con contratti pluriennali!!!!)

Ovvio che queste discriminanti assolutamente inique e arbitrarie collocano i cittadini del centro storico in posizione di grave difetto rispetto ai suoi più “fortunati” concittadini della terraferma.

E’ fondamentale che queste disparità vengano definitivamente eliminate permettendo, come accade nel resto del comune, che ogni immobile, correttamente accatastato come residenziale, in regola con le norme igienico-sanitarie possa essere registrato come struttura conforme.

Ma queste non sono le sole problematiche…

Che dire delle assolutamente illecite richieste di restituzione di contributi della Legge Speciale erogati a B&B del centro storico con motivi pretestuosi e infondati?

Nessuna di queste strutture ha violato alcun articolo della “Convenzione” (o Contratto Unilaterale d’Obbligo) che –  giustamente – è stato fatto sottoscrivere di fronte ad un Notaio per tutelare una Legge che – con grande illuminazione – incentiva il ripopolamento del centro storico di Venezia.

Eppure anche questo è successo!

Proprio perché crediamo nel nostro lavoro e nella necessità di avere delle regole giuste, è fondamentale che le istituzioni riflettano su provvedimenti necessari ad incentivare, e non a ostacolare,  la legalità e lo sviluppo in questo complesso comune che è Venezia.

In questa stessa direzione è orientata la nostra richiesta di istituire, a garanzia di onestà e correttezza, un “marchio di qualità”, utilizzabile dalle strutture ufficialmente iscritte alla Provincia garantendo al turista un servizio che rispetta le norme e gli standard qualitativi che questo, giustamente, si aspetta.

Samo a disposizione per verificare insieme a lei la documentazione cartacea dei regolamenti comunali, a fornire le prove delle ingiuste situazioni in cui si trovano nostri associati e altre testimonianze relative alle note che qui abbiamo esposto.

Sicuri di essere da lei ascoltati e a pronti per ogni necessario approfondimento restiamo in attesa di sua cortese risposta.

Cordialmente la salutiamo

il Direttivo ABBAV