Lettera alla RAI: le locazioni turistiche non devono pagare il canone speciale

Spett.le RAI-Radiotelevisione italiana S.p.a.,

Con riferimento a diverse segnalazioni pervenuteci da titolari di locazioni turistiche affiliati alla nostra associazione ABBAV, i quali hanno portato alla nostra conoscenza il fatto che stanno ricevendo delle richieste di pagamento del canone RAI speciale,

siamo a richiedere la corretta applicazione della normativa riguardante il suddetto tributo.

Tale corretta interpretazione impone che alle locazioni turistiche sia applicato il canone RAI ordinario, ai sensi delle normative che disciplinano questa particolare fattispecie locativa.

Le richieste da Voi inviate si basano sull’erroneo presupposto che le locazioni turistiche rientrino nella nozione di strutture ricettive, configurando di conseguenza una detenzione “fuori dall’ambito familiare”, così come definita dall’art. 27 del R.D.L. 246/1938 e dall’art. 2 del D.L. Lt. 458/1944, che – in quanto tale – è assoggettata al pagamento del canone speciale.

È, dunque, doveroso precisare che:

  • Le locazioni turistiche hanno ad oggetto la concessione di immobili per periodi inferiori ai 30 giorni, ad uso abitativo e per finalità turistiche, attraverso la stipulazione di un contratto di locazione in forma scritta. Esse rientrano nella più generica definizione di “locazioni brevi”, le quali possono avere anche altre finalità, come studio o lavoro;
  • La disciplina di questa fattispecie è dettata dalle seguenti fonti:
  • Costituzione della Repubblica Italiana, art. 117, lett. l), che stabilisce la riserva di legge in materia di “ordinamento civile”, ossia quelle regole fondamentali che disciplinano i rapporti tra privati;
  • Legge 9 dicembre 1998, n. 431, art. 1, comma 2 lett. c), che ne sancisce inequivocabilmente la natura abitativa e, dunque, non commerciale;
  • Codice del Turismo, D. Lgs. 79/2011, art. 53, che rinvia al Codice Civile;
  • Codice civile, artt. 1571 e successivi, che detta le disposizioni cardine della materia;
  • L. 50/2017 convertito con Legge n. 96/2017, art. 4, che ribadisce la natura abitativa dei contratti di locazione breve e detta disposizioni di natura fiscale;
  • M. 1975, che specifica le caratteristiche necessarie per locare gli immobili.

In forza di queste precisazioni è possibile dedurre che:

  1. Le locazioni turistiche non sono strutture ricettive, ma private abitazioni. In forza delle normative summenzionate, attraverso l’obbligatoria stipulazione di un contratto di locazione, si instaura tra le parti un rapporto di tipo privatistico e non un contratto d’albergo, che prevede la fornitura di servizi ulteriori all’offerta di alloggio.
  2. Le locazioni turistiche non sono “attività” commerciali, nemmeno in senso ampio. La natura privatistica del rapporto, oltre all’impossibilità di erogare servizi, esclude la configurabilità di tale definizione. Non si può parlare, dunque, di locali pubblici o aperti al pubblico.
  3. Non si può confondere tra uso (abitativo o commerciale) e finalità (turistiche, di studio, di lavoro). Ai sensi della legge italiana, mediante la stipulazione del contratto di locazione, le persone alloggiate diventano a tutti gli effetti degli inquilini. L’indicazione delle finalità non incide sull’uso abitativo dell’immobile.

Si deve, quindi, concludere che:

  • Non vi sono elementi a sostegno della tesi per cui la detenzione di apparecchi televisivi nelle locazioni turistiche sia assimilabile alla detenzione degli stessi in strutture ricettive, configurandosi due tipologie contrattuali distinte;
  • Il riferimento al comma 5-ter del D.L. 50/2017, che ha introdotto l’applicabilità dell’imposta di soggiorno anche alle locazioni turistiche, non può essere utilizzato dai vs. uffici per inferire l’applicazione analogica del canone speciale in quanto strutture ricettive, ma anzi conferma la tesi di segno opposto. Infatti, vista la diversa natura delle locazioni turistiche rispetto alle strutture ricettive, è stato necessario un intervento ad hoc da parte del legislatore statale perché si potesse estendere la portata del tributo istituito dall’art. 4 del Decreto legislativo n. 23 del 14 Marzo 2011;
  • La detenzione di apparecchi radiotelevisivi negli immobili oggetto di locazione breve non può essere considerata “fuori dall’ambito familiare”.

Si ricorda, infine, che le Regioni non hanno competenza a legiferare in materia di locazioni e che, pertanto, non possono che recepire la sovraordinata normativa nazionale. Laddove vi fossero, dunque, discordanze tra quanto disciplinato a livello nazionale e le normative regionali sul Turismo, le disposizioni di queste ultime sarebbero da ritenere automaticamente invalide.

Vi invitiamo, pertanto, a rettificare le richieste avanzate nei confronti dei titolari di locazioni turistiche ed ad applicare conformemente la normativa sul Canone Radiotelevisivo.

Associazione ABBAV