Veneto: Consiglio regionale approva nuova legge quadro sul turismo

Gentile Associato,

pubblichiamo qui di seguito un riassunto della nuova legge 170 che è stata approvata il giorno 31 Maggio-13.

Vi aggiorneremo a breve non appena avremo il testo definitivo.

La Segreteria ABBAV.

Veneto: Consiglio regionale approva nuova legge quadro sul turismo

31 Maggio 2013 – 09:40

(ASCA) – Venezia, 31 mag – Il Consiglio regionale del Veneto ha    approvato ieri sera a larghissima maggioranza (solo 3 astenuti) la    nuova legge quadro del turismo. Il testo diventa ora la norma unica    di riferimento per un settore sul quale la Regione ha competenze    dirette e pressoche’ esclusive e che in Veneto vanta 16 milioni di    turisti e 62,3 milioni di giornate/presenza nel 2012, 12 miliardi di    fatturato annuo, 23 mila imprese e oltre 400 mila occupati. A 11    anni dall’approvazione della legge 33 (che fu salutata come la prima    legge quadro di settore dopo le riforme Bassanini) la nuova legge    ”Sviluppo e sostenibilita’ del turismo veneto”, punta a    sburocratizzare e semplificare adempimenti, procedure e    autorizzazioni e a promuovere e sostenere la prima industria del    Veneto in un quadro di risorse pubbliche sempre decrescenti. Basti    pensare che ”i 12 milioni di euro di finanziamento regionale per    gli Iat del 2010 si sono ridotti a 3,5 nel 2013”, ha ricordato    l’assessore al turismo Marino Finozzi. Il testo e’ frutto di un    grande lavoro di condivisione e mediazione – ha sottolineato il    controrelatore Roberto Fasoli (Pd). Anche Carlo Alberto Tesserin    (Pdl) ha evidenziato lo ”spirito costruttivo” che ha consentito    alla legge di arrivare al traguardo. ”Ora la palla – ha rilevato –    passa alla Giunta, alla quale la legge affida in maniera inusuale    una grande mole di norme attuative”. ”E’ una legge innovativa, che    semplifica e delegifica”, ha dichiarato in aula Diego Bottacin    (Verso Nord) esprimendo voto favorevole, nonostante – a suo giudizio    – la legge abbia evitato di affrontare l’incerto futuro delle    Province. Pietrangelo Petteno’ (Sinistra veneta) si e’ astenuto    perche’ – ha spiegato – pur apprezzando lo stop imposto ai bed &    breakfast improvvisati e lo sforzo innovativo della legge, rimangono    alcuni punti critici come l’incer! ta normativa sull’ospitalita’    diffusa.

L’idea di fondo della legge e’ dare organicita’ e razionalita’ al    lavoro di promozione affidandone la regi’a della Regione, che si    avvarra’ nella programmazione triennale (e nei piani annuali di    attuazione) della consulenza del comitato regionale per le politiche    turistiche (organismo composto non solo da rappresentanti di Regione    ed enti locali, ma anche di tutti i diversi operatori del settore,    consorzi, categorie, sistemi tematici, pro loco, associazioni) e,    per l’organizzazione delle iniziative, si appoggera’ al braccio    operativo dell’agenzia regionale Veneto Promozione. Le singole    localita’ o destinazioni turistiche potranno promuoversi e    commercializzare i propri prodotti anche in forma autonoma, creando    specifiche organizzazioni pubblico-private in raccordo pero’ con il    sistema territoriale di appartenenza.

La commercializzazione turistica (ricettivita’, iniziative di    animazione, vendita di prodotti) viene affidata ai consorzi di    imprese turistiche che – a differenza di quanto e’ avvenuto sinora –    dovranno essere costituiti esclusivamente da imprese private e    potranno accedere ai cofinanziamenti regionali in base ad appositi    bandi. La legge conferma il ruolo delle Province (”fintantoche’    continueranno ad esistere”, ha precisato il relatore Vittorino    Cenci, Lega) affidando loro funzioni di promozione turistica e di    vigilanza e controllo sugli standard dei servizi offerti dagli    operatori turistici. Alla Provincia di Belluno riconosce piena    competenza e relative risorse nella gestione turistica del proprio    territorio, dando cosi’ una prima concreta attuazione all’articolo    15 dello Statuto regionale.

All’interno della semplificazione delle tipologie ricettive    complementari (che scendono da 13 a 5) viene introdotto l’albergo    diffuso, definito come struttura ricettiva articolata in piu’    edifici sparsi all’interno di un borgo storico, di un’area montana o    di un’isola.

Numerose le novita’ introdotte: gli 87 sportelli di informazione    turistica sparsi per il Veneto (IAT), sinora gestiti dalle Province    con risorse trasferite direttamente dalla Regione, dovranno    diventare uffici di informazione e di accoglienza, gestiti in forma    associata tra pubblico e privato, sul modello europeo, nei quali i    turisti potranno prenotare e acquistare la sistemazione alberghiera,    i biglietti di trasporto, l’ingresso a manifestazioni e fiere,    prodotti enogastronomici; alla Regione spettera’ solo il compito di    stabilire e garantire gli standard minimi dei servizi e delle    prestazioni di accoglienza.

Altra novita’ di rilievo e’ il superamento dei Sistemi turistici    locali, cioe’ del frazionamento del Veneto in 15 aree geografiche    che ha trovato espressione nella costituzione di altrettanti    consorzi di promozione e commercializzazione turistica. Ai sistemi    turistici locali subentrano nove sistemi tematici (Venezia e laguna,    Dolomiti; montagna veneta; lago di Garda; mare e spiagge;    Pedemontana e colli; Terme Euganee e termalismo veneto; Po e suo    delta; citta’ d’arte, centri storici, forti e ville venete) che    dovranno promuoversi in modo unitario e organico sui mercati    turistici nazionali e internazionali.

Contributi agevolati sono previsti per il turismo sostenibile e per    favorire l’accessibilita’ delle strutture turistiche anche alle    persone anziane e disabili. A sostegno delle imprese turistiche    viene istituito, inoltre, un fondo di rotazione per finanziare    investimenti e miglioramenti strutturali; al fondo si affianca il    sistema di garanzie offerto dai consorzi fidi, per favorire    l’accesso al credito per le imprese turistiche, e la possibilita’    che la Regione stessa, attraverso Veneto Sviluppo, diventi socia del    capitale di rischio delle imprese. Offerta turistica, strutture    recettive, sistemi tematici e tutta la ricca gamma delle iniziative    turistiche e di promozione turistica si potranno avvalere del    marchio regionale di qualita’, che dovra’ promuovere e rafforzare    l’immagine unitaria del ‘sistema turistico’ veneto e coniugare il    ‘brand’ Veneto con il nome ”Italia”. Viene istituito, infine,    l’Osservatorio regionale per il turismo, come strumento di studio e    monitoraggio dell’andamento sociale ed economico del settore.

Per le attivita’ di promozione, i consorzi e il funzionamento    dell’Osservatorio regionale la legge stanzia 3,2 milioni di euro per    il 2013 e riserva 250 mila euro per spese di investimento per    potenziare, qualificare e l’ammodernare le imprese turistiche.